LDL ossidato: il vero nemico delle arterie che il colesterolo standard non vede
Il dosaggio del colesterolo LDL standard è da decenni il pilastro della valutazione del rischio cardiovascolare. Tuttavia la ricerca ha dimostrato che non tutte le particelle LDL sono ugualmente pericolose: sono le LDL ossidate (ox-LDL) a innescare il processo aterosclerotico.
Come si formano le LDL ossidate
Le particelle LDL, penetrando nella parete arteriosa, vengono modificate da specie reattive dell'ossigeno (ROS) e da enzimi come la lipossigenasi e la mieloperossidasi. Questa ossidazione trasforma le LDL native in particelle altamente pro-infiammatorie e pro-aterogene.
Le ox-LDL vengono riconosciute dai recettori scavenger dei macrofagi, che le fagocitano senza un meccanismo di regolazione a feedback. I macrofagi si trasformano in cellule schiumose (foam cells), il primo stadio della placca aterosclerotica.
Perché misurare le ox-LDL
Un paziente con LDL standard nella norma può avere livelli elevati di ox-LDL e quindi un rischio cardiovascolare sottostimato. Viceversa, un LDL moderatamente elevato con basse ox-LDL potrebbe essere meno pericoloso di quanto suggerito dal valore standard.
Studi clinici hanno dimostrato che le ox-LDL sono un predittore indipendente di eventi cardiovascolari (infarto, ictus) e correlano con la presenza e la progressione delle placche carotidee meglio del colesterolo LDL calcolato.
Chi dovrebbe misurare le ox-LDL
Il dosaggio è indicato nei soggetti con rischio cardiovascolare intermedio dove il profilo lipidico standard non è conclusivo, nei pazienti con sindrome metabolica o diabete tipo 2, nei fumatori, nei soggetti con familiarità per eventi cardiovascolari precoci e nel monitoraggio dell'efficacia di terapie antiossidanti o ipolipemizzanti.
L'esame è disponibile presso il Laboratorio Polidiagnostico Aiello e Calderone. Registrati sul sito per consultare i risultati online.